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Perché esiste questo Rifugio ?
Perché deve continuare ad esistere ?
Può sembrare strano che una persona arrivata alla . . . terza
giovinezza e già molto impegnata in un lavoro difficile, decida
di complicarsi ulteriormente la vita con un Rifugio per cani. E organizzi,
là dove risiede e già lavora, un Rifugio di Protezione dei
cani. Un'impresa non facile, ve lo assicuro !
Non con una società, perché debbo ammettere che non mi è
riuscito di trovare nessuno disposto ad associarsi a me. Del resto che
cosa offrivo ? Molta fatica, tanti problemi, tanto lavoro, tante spese,
il sacrificio delle vacanze, e tutto questo per dei cani senza padrone
! Meglio non dire a nessuno che si è passata la notte in bianco
per tenere una fleboclisi e salvare la vita di un poveretto a quattro
zampe. C'è rischio di sentirsi raccomandare una visita psichiatrica
!
Ma, allora, perché ho cominciato ?
Certo per amore e compassione verso gli animali, ma anche per reazione,
perché ne avevo abbastanza di sentire soltanto belle parole, mai
seguite da un gesto generoso. Mi ci sono buttata !
Ho dovuto impegnarmi a fondo per togliere quanti più cani potevo
- migliaia - dal canile municipale, nel periodo in cui venivano eliminati
dopo tre o sette giorni dall'arrivo, a seconda delle disposizioni Comunali.
Un incubo di morte . . .
Siete mai entrati in un grosso canile? Nella penombra, avete mai visto
quegli occhi che vi guardano con un ultimo barlume di speranza ? Vi prende
l'angoscia: non un rumore. Non abbaiano. Stanno muti, la gola stretta
dall'angoscia della morte che sentono prossima. La morte ed il dramma
planano in quella penombra. Un'atmosfera da incubo, talmente palpabile
da divenire talvolta insopportabile, indimenticabile per sempre !
Finalmente, nel '91, una legge ha impedito la carneficina.
Ho accettato migliaia di cani da padroni indegni che li avrebbero buttati
sulla strada. Taluni dicevano che gli "rendevano la libertà".
Ma quale libertà ? Solo quella di morire in un fosso lungo la strada,
le ossa spezzate, senza difesa contro i morsi dei ratti.
Ho voluto essere soltanto un rifugio ordinato, sicuro, nel quale riprendersi
ed attendere un nuovo padrone capace di amarli.
Questa attività di salvataggio ed assistenza ha accompagnato la
mia terza giovinezza! Dopo qualche anno, ho domandato al mio computer
quanti cani, passando per il Rifugio, avevano ritrovato un buon padrone.
La cifra era lì, sullo schermo, ed io ne ero sorpresa : 6.500.
Pensate, 6,500 creature che avevo visto arrivare disperate, spesso
malate, spesso ferite, e che avevano ritrovato una famiglia in cui vivere
felici.
Ma, allora, valeva la pena di tutto quel lavoro, di tutte quelle rinunce.
Soprattutto valeva la pena di continuare !
Per questo ho voluto un sito per raccontarvi i ricordi lasciati dalle
creature passate per il mio Rifugio: www.rifugiotrofarello.org
e per dire che non c'è nulla di straordinario in quello che ho
fatto, basta decidere di farlo, e metterci un po' di
testardaggine
!
Tuttavia c'è anche chi non ha mai un po' di buona sorte ! Ci sono
qui al Rifugio dei cani che non hanno avuto la fortuna di essere adottati,
o perché del tutto privi di attrattive o perché giunti vecchiotti
o perché gli è venuto a mancare il padrone e nessuno ha
voluto il povero vecchio cane. Sono rimasti qui al Rifugio, con me. Ora
sono i miei cani.
Per queste creature che continuo a curare ed assistere con amore, vorrei
fare una proposta: quella di un piccolo dono che aiutasse il Rifugio nel
suo lavoro.
Pensate, se ciascuno di voi, adulto o ragazzino, volesse sacrificare un
solo euro alla settimana, alla fine dell'anno avrebbe contribuito per
52 euro.
E se foste in cento ? E se foste in mille ?
Lasciatemi sperare, lasciatemi sognare di trovare l'aiuto di moltissimi
amici.
Conosco la mia età. so di non essere immortale, so che un giorno
o l'altro dovrò rinunziare a questo lavoro, ma non voglio che la
porta del Rifugio si chiuda davanti ai bisognosi.
Per tutti i nostri amici sfortunati che hanno bisogno di un rifugio, questa
porta deve restare aperta !
Il Rifugio deve continuare.
Si dice che lo spettacolo continua. The show must go on. Io credo che
la nostra tenerezza, la nostra compassione, il nostro cuore debbano "go
on".
Ci sarà sempre bisogno di aiuto, di doni piccoli o grandi, di amicizia
sincera perché io possa essere sicura che quanto è stato
fatto finora continuerà, insieme con voi, e che quando io non potrò
più "essere all'accoglienza", tuttavia la porta del Rifugio
resterà aperta per tanti anni ancora.
Grazie di quello che farete per me e soprattutto per loro !
Permettetemi di aggiungere il pensiero di uno tra i più illustri
giuristi del '900, René Guyon, sul diritto degli animali alla compassione:
"... risalendo all'origine dell'essere, si trova
una sola eguaglianza fra tutte le sensibilità.
Il dolore ha per tutti la stessa origine: esso produce, in tutti gli esseri,
gli stessi strazii con la stessa intensità.
Dal dolore, l'uomo può anche difendersi, ha le leggi fatte da lui,
ha tutte le risorse della terra.
Ma l'animale non ha nulla: null'altro che la sua povertà, la sua
umiltà, il suo bisogno di tenerezza, la sua preghiera inascoltata
che non lo si faccia soffrire.
L'animale è alla mercé di tutte le viltà. E' debole,
disarmato, perseguitato"
Trasmettete, spiegate questo pensiero - che è un parere giuridico
- ai bambini: da questo modo di pensare dipende il loro mondo, quello
di
domani !
A.Ramondetti Cassardo

10028 trofarello - via torino, 177
tel. e fax 011 6497404 / 011 6497409
sito internet: www.rifugiotrofarello.org
C.C. 352782/69 - CIN F- ABI 06230 - CAB 31080
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intestato Ramondetti - Cariparma Trofarello
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